Siamo stati attaccati intorno alle ore 24:00 di sabato 29 nov 2003 - rivendicato da un gruppo che si firma B.I.O.S. - ma quale è il senso di questa aggressione informatica? Ci hanno lasciato anche un "proclama": «Policia matando? Policia roubando? Policia espancando? Policia apoiando o trafico? Policia ajudando contrabandistas? Ué um dia me falaram que policia era pra ajudar e acalmar e população e não para amedrontala e causar mais problemas doque ela ja enfrenta. É uma vergonha enqto em paises como EUA, Inglaterra, França e Canadá os policiais são tidos como herois varios vezes elogiados pela população e até mesmo em filmes, aqui policia e sinonimo de perigo. Chega disso policia e para proteger e não para matar. É hora das autoridades responsaveis, fazerem valer o poder que lhes foram dadas e resolver esse grande problema que já poderia ter acabado. Diga não a violencia. Diga não o trafico. Diga não as drogas. Diga não as armas». Cosa pensare? Accanto alla firma, il loro logo (un diavoletto che ride) con l'intenzione che tutto rimanesse "affisso" nella nostra pagina di accoglienza (Home Page). Invece i nostri controlli di sicurezza, una volta violati alcuni limiti, hanno disattivato l'intero sistema (così da evitare una perversa reazione a catena verso altri siti) e chiusa la linea internet dedicata. Ma molti - da noi verificato - su altri nodi d'Italia e d'Europa non hanno potuto bloccare nulla, col rischio anche di diffondere eventuali virus contro i propri ignari ospiti. Dal loro scritto sembra quasi un volersi giustificare, un "necessario" mezzo per un buon fine, ma un simile operato è semplicemente sbagliato! Ci sono volute ben 18 ore di lavoro per risistemare quanto avevano distrutto, e molte altre ne serviranno per rivedere parte dell'architettura. Danni operativi, di palinsesto oltre alla perdita di molte presenze. I mezzi non giustificano il fine, semmai i mezzi rendono la qualità del fine... un buon fine può essere rovinato dai mezzi. Ecco la nostra rivoluzione anti-Macchiavelli. L'organizzazione sembra di matrice politica, è già nota tra i crackers. Infatti i Brazilians Intruders Of System avevano già colpito mesi fa, e ciò che stupisce è che hanno colpito anche noi, senza un "nome" altisonante, non siamo delle multi-nazionali o delle realtà considerevoli. Anche se dobbiamo riconoscere che il numero delle visite è ragguardevole per una realtà che nasce dal volontariato parrocchiale e all'inizio è rimasta circoscritta alla sola lingua italiana. Noi che siamo sensibili proprio ai problemi che ledono la dignità e l'umanità dell'uomo, siamo molto stupiti di essere stati oggetto di atto vandalico. Una realtà cattolica e quindi voce di chi non ne ha, dalla parte degli "ultimi", degli "umili", per la "mano" evangelica. Noi che diamo spazio alle vicende umane, che raccogliamo e diffondiamo nella nostra insufficenza quanto è veramente bello comunicarci... tra le nostre firme abbiamo alcuni autori proprio del Brasile. In una parola: perché? Quanta fatica e danno ricevuti ma una constatazione affiora sempre più evidente e è stato per noi motivo di riflessione: la grande povertà di giustizia che porta a compiere atti senza badare più a chi si colpisce. Non vengono più "abbattuti" nomi del calibro di Microsoft e IBM ma anche noi (ma poi, a ben pensarci, noi chi siamo per arrogarci il diritto di immunità?). Ma il loro atto molti non lo comprenderanno. Pensiamo che se la Pace deve partire da tutti noi, nessuno escluso, ecco noi... allora noi capiamo. Sappiamo che in tantissime parti del mondo (non solo in Brasile) esistono misfatti, e quindi questo gesto ha una sua valenzae origine: la disperazione. Capiamo che il primo passo è quello di perdonarli del misfatto compiuto. In tantissimi avete solidarizzato con noi per l'avvenuto, e vi ringraziamo ma, allo stesso tempo, capiamo che l'uomo ha bisogno sempre più di parlare e ascoltare, senza chiudere le coscienze e ponendosi in dialogo. Ecco da dove partire per un mondo migliore per tutti. Sicuramente internet e il mondo delle idee possono aiutare ma poi occorrono i fatti. Il nostro piccolo fatto è che abbiamo deciso di lasciare questo loro proclama in questo testo per chiunque lo voglia leggere. Potrebbe servire, a livello di consapevolezza, a guardare meglio verso una società meno diseguale in futuro. Ma non dimentichiamoci che già oggi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, l'importante è avere il coraggio di essere uomini, con i propri limiti ma anche con la grandezza di non essere soli. Da: Ascoltiamoci Argomenti: Ascoltiamoci | Internet | Scritto da Ascoltiamoci| Stampa |11 Dicembre 2003 |