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Missione Arakan

Oggi è il giorno dei morti, forse vi sembrerà un giorno strano per scrivere gli auguri di Natale ma prendo questa occasione per due motivi. Il primo è che bisogna muoversi per tempo se si vuole che gli auguri arrivino possibilmente prima di Natale (scrivere la lettera, mandarla in stampa, mettere i francobolli, scrivere gli indirizzi, far fare i biglietti ai bambini, sono quasi 2mila!). Il secondo è che il giorno dei morti qui è un giorno di festa simile al Natale e quindi mi trovo nell'atmosfera giusta per scrivere. Niente scuola, niente lavoro e come ogni festa che si rispetti per essere tale non può mancare... il cibo! C'è chi uccide il maiale, chi una capretta. I più poveri si accontentano di una gallinella o anche semplicemente di qualche dolce, naturalmente di riso, fatto in casa. Si cerca di preparare qualcosa che piace particolarmente alle persone defunte.

È l'occasione in cui le famiglie (naturalmente chi può finanziariamente) si ritrovano nel nome degli amici o parenti defunti. Si va al cimitero e si puliscono le tombe trascurate per 364 giorni (nella nostra zona i cimiteri non hanno recinzione, ci pascolano spesso bufali, mucche e soprattutto capre). Si cerca sotto le erbacce e i rovi segni della tomba: una croce di legno magari gia marcia o una pietra. Naturalmente chi ha potuto cementare la tomba dei propri cari ha meno difficoltà nel ritrovarla. Un po' di acqua benedetta spruzzata e una candela accesa in segno di rispetto. Quindi il primo di novembre viene passato cucinando a casa e pulendo le tombe al cimitero.

Al cimitero si mangia, si ascolta la musica, si beve e spesso ci si ubriaca anche! Insomma è una festa, è la festa della comunità. Un po' di cibo (quello preferito dal defunto) viene lasciato sulla tomba perché la sua anima che passerà nella notte tra il primo e il secondo di novembre potrà saziarsi. Coloro che invece non hanno sepolto i propri cari al cimitero ma fuori di casa, per loro il compito è molto più facile, si tratta solo di preparare da mangiare e invitare i vicini a festeggiare. Dopo aver mangiato, si gira per altre case a mangiare quello preparato dai vicini.

Anche i tribali che non avevano queste usanze (circa 50 anni fa quando c'era ancora la foresta, i morti venivano deposti sugli alberi all'interno della foresta) si sono "adeguati ai tempi" e pur nella loro povertà cercano anche loro di preparare qualcosa da mangiare e parte di questo viene messo in un angolo della casa appunto per i defunti. È interessante vedere il giorno dei morti e il Natale celebrati (almeno esteriormente) allo stesso modo. Morte e nascita parte della stessa realtà.

Comunque, a parte la "festa" dei morti, la situazione ora è abbastanza tranquilla. Anche il tempo è favorevole. Pioggia e sole si alternano quasi regolarmente, dando cosi possibilità al granoturco di crescere. Purtroppo non è stato cosi nel mese di agosto dove proprio sul più bello (mentre stava maturando) c'è stato un mese senza pioggia e parecchi contadini hanno perso parte del raccolto, indebitandosi ancora di più con i commercianti. Sempre la solita storia, qualcuno dirà, ma purtroppo è la realtà.

La scuola continua bene, anche se per 2 villaggi (30 km dalla missione) abbiamo mandato lettere di protesta alle autorità competenti perché le maestre arrivavano al lunedì pomeriggio e andavano a casa il venerdì mattina. In una settimana insegnavano solo 3 giorni. Ora sembra che abbiano iniziato a "far giudizio" (le maestre!). Comunque chi è al potere fa sempre quello che vuole e se la gente non si sveglia e non si organizza rischia di subire sempre passivamente il bello e il brutto tempo di chi comanda. Proprio per questo il nostro programma non si limita a educare solo i bambini ma anche a responsabilizzare i loro genitori. Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti Voi.

[NdR] Per chi volesse dare un sostegno: Arakan Valley Mission – c/o Bishop’s Residence 9400 KIDAPAWAN – Cotabato – Philippines

Risorse utili: PIME Attività Missionaria

Da: padre Fausto Tentorio

Scritto da padre Fausto Tentorio| Stampa |02 Novembre 2004